Le condizioni in cui versa il nostro pianeta sono a dir poco critiche. Per molti il cosiddetto “punto di non ritorno” è già stato raggiunto ma noi ancora crediamo di poter invertire la rotta. In qualità di studenti e studentesse, ci sentiamo in dovere di mobilitarci apportando modifiche al nostro stile di vita e intraprendendo azioni concrete. Presa visione dell’urgenza con cui bisogna intervenire indirizziamo il manifesto a tutti gli studenti fiduciosi del fatto che insieme possiamo vincere questa grande battaglia.

È ormai visibile a tutti che i leader politici mondiali non stanno affrontando il problema con determinazione e fermezza : “Se i paesi della Terra non prenderanno provvedimenti per limitare i gas serra, il riscaldamento globale potrebbe superare la soglia di 1,5 gradi tra appena 12 anni, nel 2030” . Questo è stato l’avvertimento dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) sull’attuale situazione climatica. Ovviamente, noi siamo consci dei nostri limiti e delle nostre possibilità, e partiamo proprio da questa consapevolezza per rivolgerci a tutti gli studenti e studentesse. Abbiamo il dovere di pensare al futuro delle generazioni a venire e il dovere di consegnargli un luogo in cui possano vivere all’insegna della sostenibilità e del rispetto verso la Terra e di tutti gli esseri viventi. Purtroppo non abbiamo altro tempo da perdere e bisogna agire ora e celermente.

Per questo proclamiamo il 2019 come l’anno della svolta. Sulla falsariga dei grandi movimenti socio-culturali del ‘68, le mobilitazioni per l’ambiente dovranno portare a grandi mutamenti all’interno della società permettendo a tutti di vivere sul pianeta Terra in modo dignitoso. Nonostante i molteplici avvertimenti della comunità scientifica e nonostante i segni del riscaldamento globale siano ormai visibili a tutti, le nostre società stanno continuando ad avere un tenore di vita non sostenibile che ci sta portando all’estinzione. Quando si discute di società molte volte si raffigurano come entità reificate, dimenticando che sono fatte da individui. Si pensa che agiscano secondo leggi prestabilite e immutabili, ma come ben sappiamo nel corso dei secoli queste leggi sono state via via modificate. Le società dunque dobbiamo pensarle per quello che sono, ovvero entità mutabili, in continua evoluzione e composte da individui. Quegli individui siamo proprio noi, pertanto quando si afferma che sono fondate su valori sbagliati è perché noi come singoli basiamo la nostra esistenza su valori errati. Noi faremo del nostro meglio per cambiare le cose ma abbiamo bisogno del tuo aiuto.

I danni provocati dalla nostra civiltà sono ormai evidenti. Gli ultimi tre decenni sono stati i più caldi di tutti gli altri dal 1850. Secondo gli scienziati entro il 2030 più di 100 milioni di persone rischiano di scendere al di sotto della soglia di povertà. Ed entro il 2050, ci si aspetta che migrino 250 milioni di persone a causa di eventi estremi legati ai cambiamenti climatici. Se le prime due guerre mondiali sono state combattute per questioni geopolitiche, se mai ve ne sarà una terza sarà probabilmente intrapresa per questioni ambientali. Già oggi milioni di persone vengono definite migranti “climatici”, poiché non hanno più terra fertile in cui abitare e devono trasferirsi per sopravvivere. Il numero di persone aumenta di giorno in giorno e noi non possiamo rimanere impassibili poiché queste problematiche aumenteranno esponenzialmente negli anni a seguire.

I nostri stati stanno facendo troppo poco per salvare il Pianeta. Gli accordi che vengono firmati non solo non vengono mantenuti ma sono accordi al ribasso che anche se applicati non garantirebbero un’efficace tutela ambientale ed è dunque ora che attraverso azioni dirette non violente gli studenti di tutto il mondo si mobilitino. Le nostre società non affrontano il problema alla radice poiché sono basate su ideali sbagliati. Vengono definite “società del consumo” poiché soddisfano i bisogni indotti dalla pressione della pubblicità e da fenomeni di imitazione sociale diffusi tra ampi strati della popolazione. Questo fa sì che a livello macroscopico nulla viene visto sotto un’ottica diversa da quella del profitto economico ed è così che si delinea la società del “soggetto consumante”. Se Cartesio diceva “cogito ergo sum”, penso dunque sono, dove è l’intelletto a rendere un essere vivente tale, oggi il paradigma diventa “consumo ergo sum”, se consumo esisto, se consumo valgo. Questa concezione che vede il consumo e una fiducia smodata nella razionalità illimitata al centro dell’attenzione ha portato inevitabilmente l’uomo in un’orbita esterna al sistema naturale. Con la tecnologia l’uomo si è sentito distante dalla natura, come se andasse controllata e lui doveva essere colui il quale la dominava. È sbagliato raffigurarla come un qualcosa di staccato e diverso da noi, poiché noi ne facciamo parte. Siamo esseri ecologici e come tali dobbiamo comportarci. Nessun animale distruggerebbe il proprio habitat, noi lo stiamo facendo ma inconsapevolmente. Bisogna solo prendere coscienza di ciò e iniziare a risvegliare in noi il sesto senso dell’ecologismo. Bisogna capire che quando si dice di salvare il Pianeta, in realtà stiamo dicendo di salvare noi stessi, perché noi facciamo parte di esso.

L’ <<Earth Overshoot Day>> ci indica il giorno in cui la popolazione mondiale ha consumato tutte le risorse che la Terra è in grado di rigenerare da sola in quello stesso anno. In pratica per soddisfare i consumi globali al ritmo attuale avremmo bisogno di 1,7 Terre. Noi, i firmatari di questo manifesto, siamo convinti che ancora è possibile fare qualcosa per cambiare rotta. Oggi sono disponibili due opzioni. O ci atteniamo al percorso distruttivo che le nostre società hanno scelto, accontentandosi dell’impegno di una minoranza della popolazione oppure prendiamo il futuro nelle nostre mani e decidiamo collettivamente di anticipare e integrare le ambizioni sociali e ambientali nella nostra vita quotidiana e nel lavoro agendo per cambiare direzione ed evitare così l’estinzione. Vista la grande portata di questa sfida, sappiamo che sforzi individuali, seppur lodevoli, non saranno mai abbastanza. Siamo determinati, ma sappiamo di non poter agire a livello individuale. L’unico modo che abbiamo per superare queste contraddizioni è organizzarci e far pressione sulle istituzioni affinché possano servire l’interesse pubblico nel lungo periodo.

Noi, studenti e studentesse siamo pronti a mettere in dubbio la nostra comfort zone, in nome di un forte cambiamento sociale. Vogliamo creare un movimento studentesco che si occupi di ambiente, poiché il cambiamento è possibile ma solo se promosso da tutti e tutte. La società che noi vogliamo non è una società fatta di privazioni, più cinica e più triste ma una società più pacifica e più attenta agli esseri umani e che sappia rallentare. Oggigiorno si cerca sempre di andare più veloce, in tutto. Questa velocità ci sta portando verso una follia collettiva in cui spaesamento e incertezza sul futuro (specialmente nei giovani) sono all’ordine del giorno. Infatti, ridurre la velocità porterebbe agli individui immensi benefici, permettendoci di tornare ad una condizione in cui le relazioni sociali, le emozioni e i sentimenti contino più del denaro.

Come cittadini, e specialmente come studenti, in questo manifesto affermiamo di poter cambiare un sistema socio-economico in cui non crediamo più. Sappiamo che questo comporterà cambiamenti nel nostro stile di vita ma è necessario: non possiamo più vivere a spese del nostro pianeta e arrecando danni alle generazioni future. In un modo o in un altro il Pianeta sopravvivrà, ma non potrà dirsi lo stesso per noi. Attraverso la nostra mobilitazione vogliamo spingere la cittadinanza, l’associazionismo, gli attori coinvolti nel mondo economico-sociale e le istituzioni a dar vita ad una società ecologica. Per questo motivo dichiariamo la nascita di un nuovo movimento studentesco. Gli “Studenti della Terra” avranno i seguenti obiettivi:

  • Raggiungere una società ecologica che punti a zero emissioni nette entro il 2050 (come indicato dal report dell’IPCC)
  • Adottare uno stile di vita responsabile che tuteli le generazioni future
  • Ribellarsi attraverso azioni dirette non-violente all’interno delle università e al di fuori con il duplice scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e far pressione sulle istituzioni
  • Riunire le realtà studentesche già esistenti sul territorio e i singoli che vorranno aderire al progetto sotto la “bandiera” del movimento

Il movimento dovrà svilupparsi in ogni università per permettere una sollevazione studentesca coordinata ed omogenea che porti avanti gli stessi ideali. Noi vogliamo concedere un futuro dignitoso ai nostri figli regalandogli una Terra in cui poter vivere serenamente. Nei secoli le rivoluzioni sono state molte ma mai si è giunti a doversi ribellare per scongiurare una catastrofe. Noi vogliamo dar vita ad una nuova rivoluzione, pacifica, che cambi radicalmente il modo di pensare, che partendo dal basso possa portare a dei cambiamenti all’intero sistema. I governi non faranno politiche a favore dell’ambiente finché saranno impopolari. Dobbiamo essere pronti ad accettarle e per questo motivo i primi a dover cambiare dobbiamo essere noi. Firmando questo manifesto ti chiediamo di impegnarti moralmente a perseguire uno stile di vita sostenibile e se vorrai prender parte a questo progetto. I tempi contemporanei sono finiti, siamo entrati in una nuova era, l’era dell’ecologismo.

Prima di concludere ti preghiamo di firmare questo manifesto solo sei veramente convinto. Crediamo talmente tanto in ciò che facciamo che ti chiediamo massima serietà. Il cambiamento è alle porte e noi studenti siamo pronti ad accoglierlo, e tu?

Terza assemblea del movimento

Venerdì 15 Febbraio a Spin Time Labs (Via Statilia 15 – Roma) alle ore 16.30 si terrà la terza assemblea del movimento alla quale è invitato/a a partecipare chiunque abbia voglia di contribuire materialmente a questo progetto.